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..................................LEGGI E NORMATIVE UTILI ALLE AZIENDE....................................

Il “decreto lavoro” introduce novità per i contratti a termine e per i licenziamenti



a cura della redazione Sike


Recentemente la legge ha previsto novità e sbarramenti alla possibilità di impiego dei contratti a termine, anche nell’intento di favorire le assunzioni a tempo indeterminato.
 
Innanzitutto, è stato stabilito che, al fine di poter instaurare un rapporto di lavoro a tempo determinato, non è necessaria una specifica causale nei seguenti casi: a) primo rapporto a tempo determinato, di durata non superiore a 12 mesi complessivi (anche derivanti da proroghe di contratti per periodi inferiori), per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione; b) prima missione di un lavoratore nell’ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato; c) altre ipotesi di contratto a termine individuate attraverso i contratti collettivi, anche aziendali, purché stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Il secondo contratto stipulato si considera a tempo indeterminato quando il lavoratore venga riassunto a termine entro 10 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a 6 mesi o entro 20 giorni se il primo contratto era superiore a 6 mesi.
Tale disposizione non trova applicazione nei confronti dei lavoratori impiegati nelle attività stagionali, nonché in relazione alle ipotesi individuate dai contratti collettivi, anche aziendali, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale .
1)

Inoltre, è stato posto un limite all’uso del contratto di lavoro intermittente, prevedendo che lo stesso sia ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di 3 anni solari.
In caso di superamento del predetto periodo il rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno indeterminato.
La nuova disposizione non trova applicazione nei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo.
2)

Infine, per ciò che concerne i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, è stato previsto che la procedura disposta dalla c.d. “riforma Fornero” (legge 28 giugno 2012, n. 92) non trova applicazione nelle ipotesi di: a) licenziamento per superamento del periodo di comporto per malattia; b) licenziamenti ed interruzioni del rapporto di lavoro a tempo indeterminato effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole del CCNL; c) nel settore delle costruzioni edili, interruzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato per completamento delle attività e chiusura del cantiere .


Si allega il testo coordinato del decreto-legge e della legge di conversione.



Per delucidazioni o maggiori informazioni scrivi a: consulenza@istitutosike.com

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1)  Art. 7, c. 1, legge 9 agosto 2013, n. 99, che ha convertito il decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, recante “Primi interventi urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti”. Il comma in esame ha sostituito il c. 1 bis dell’art. 1 ed il c. 3 dell’art. 5 decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, già modificato dalla legge 28 giugno 2012, n. 92.
2)  Art. 7, c. 2, legge 9 agosto 2013, n. 99, che ha inserito il c. 2 bis all’art. 34 decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
3)  Art. 7, c. 4, legge 9 agosto 2013, n. 99, che ha sostituito il c. 6 dell’art. 7 legge 15 luglio 1966, n. 604 e successive modifiche.



 
 
 
 
 
 
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