Lab_O

Intrecci tra la clinica psico-sociale, le pratiche educative, la norma giuridica e i linguaggi del visuale

Programma transdisciplinare permanente di formazione e ricerca

Una profondissima crisi di senso e di metodo sta attraversando i saperi della cura, le pratiche educative, le scienze umane e le strutture normative.

L’ipertrofico sviluppo del visuale, le disaggregazioni nelle produzioni di senso e di soggettività, le inedite velocità nelle relazioni e nelle esperienze individuali stanno contribuendo a scardinare l’ordine delle ‘grandi narrazioni’.

Inattesi linguaggi ‘fuori controllo’ stanno ribaltando forme e contenuti dei discorsi e, con essi, stanno introducendo ad impensati mondi non più impossibili.

Gli adolescenti ne sono infaticabili, spesso inconsapevoli, sperimentatori.

 Appare ineludibile affrontare direttamente la questione dei linguaggi e dei loro funzionamenti per aprire a costruzioni linguistiche, interpretative e operative che possano emanciparsi dal rischio di essere inerti perché incapaci di cogliere il senso di quel che accade o, all’opposto, di essere espressione di un puro esercizio di potere tecnico-trattamentale.

Lab_O è un impegno di formazione e ricerca che pone con radicalità la questione dei linguaggi nelle professioni di cura, nelle relazioni educative,  nelle discipline psico-socio-sanitarie e sul piano giuridico per cogliere le trasformazioni nei processi di significazione determinate dall’irruzione degli ambienti comunicativi-relazionali social e dalle proliferazioni d’immagine .

Lab_O è un’esperienza inedita e necessaria che chiama ad una messa in gioco critica delle esperienze e ad una partecipazione attiva delle intelligenze diffuse.

I prossimi appuntamenti di Lab_O

24 - 25 - 26 maggio 2018

Adolescenza, corpo e linguaggio nel reame dei social
Tre giorni di formazione, workshop e confronti interprofessionali

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In programmazione - data da definirsi, tra giugno e luglio 2018

La realtà sfuggente
Conversazioni seminariali attorno ai linguaggi della biopolitica e della clinica.

Invitato Silvère Lotringer, teorico culturale residente negli Stati Uniti, critico letterario noto per aver sintetizzato il pensiero francese di Foucault, Deleuze, Virilio, Baudrillard e Guattari con la letteratura americana; fondatore di Semiotext(e).

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In avvio - a decorrere da ottobre 2018

Lavori di formazione e di ricerca, Laboratorio#1.

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Perché Lab_O?

Lab_O. prende vita dalla spaesante constatazione che le categorie con le quali si sta osservando ed interpretando l’accadere nei sistemi sociali e nella vita delle persone, semplicemente non funzionano più.

 

Più che di appannamento delle lenti, vi è come la produzione di un effetto deformante che si esprime quasi fosse una sorta di sovra-scrittura piegata al contenimento dell’accadere vivente in armature categoriali. In camicie di forza, si potrebbe anche azzardare.

 

Quel che accade è, nel suo senso più profondo, altrove rispetto a quel che si dice dell’accaduto e a quel che si fa del raccontato accaduto.

 

Pur rimanendo apparentemente integre (anzi: non a caso spesso fortificate) le architetture esterne delle grandi narrazioni sono venute a sgretolarsi nel loro intimo, nella loro ‘ragionevole discorsività’.

 

Iniziatico, autoreferenziale od espressione di una ‘formula sovrana’ appare ormai il parlare della narrazione normativa (quel che è giusto, quel che è da sanzionare), della narrazione medica (quel che è normale, quel che è patologico), della narrazione psicologica (quel che è dentro di noi, quel che è fuori da noi), della narrazione sociale (quel che è condiviso, quel che è anomalo), della narrazione scientifica (quel che è accaduto, quel che accadrà), della narrazione estetica (quel che è bello, quel che è brutto) e via via dicendo.

 

Tra i tanti, tantissimi fattori che hanno determinato questa crepa, una particolare rilevanza è assunta dall’irrompere dei linguaggi iconici, dalla disaggregazione nelle produzioni di senso e di soggettività; così come dall’inedita velocità nelle comunicazioni, nelle relazioni e nelle esperienze individuali e collettive.

 

Sono in particolare i giovanissimi a muoversi come sperimentatori e anticipatori immersi in processi di significazione o trasformazione dal senso sfuggente, mentre gli adulti si rifugiano in report declinando i casi in categorie pre-codificate e rassicuranti.

 

Occorre senz’altro accedere a nuove costruzioni linguistiche, interpretative e creative che possano prefigurare la possibilità di dire o di fare un alcunché che non sia puro esercizio di potere.

 

Lab_O è un progetto di formazione e ricerca che nasce dall’urgenza di aprire a nuove modalità del vedere e del dire, ponendo con radicalità la questione della significazione attraverso l’inedito incontro tra conoscenze: quelle educative, psico-socio-sanitarie e giuridiche e quelle che afferiscono ai linguaggi della comunicazione e della creazione d’immagine.

Com'è Lab_O?

Le coordinate che determinano la cifra di Lab_O sono:

 

  • La dimensione laboratoriale: cioè il continuo rimando tra prassi e teoria, tra lavoro ‘sul campo’ e concettualizzazione delle esperienze per introdurre a nuove pratiche e a nuovi saperi
  • La vocazione transdisciplinare: cioè la destrutturazione dei modelli disciplinari di riferimento a cui ciascun partecipante è chiamato a contribuire per aprire a nuovi spazi di significazione
  • La priorità assegnata alla condivisione e alla continuità: cioè l’impegno ad assicurare lo sviluppo degli studi avviati, anche grazie a concrete iniziative (convegni, seminari, pubblicazioni, incontri di studio) con le quali mettere pubblicamente a disposizione i risultati dei lavori per un confronto allargato

Per chi è Lab_O?

Lab_O. è aperto agli operatori della cura (medici, psicologi, operatori sanitari), ai professionisti dell’assistenza, dell’educazione  e della riabilitazione (assistenti sociali, educatori, pedagogisti, animatori), ad operatori che intervengono con i soggetti in condizioni di fragilità (soggetti con problematiche psicopatologiche, comportamenti delinquenziali o in condizione di marginalizzazione), agli insegnanti e alle figure professionali che operano con gli adolescenti, con le nuove generazioni e con le loro condotte anche marcatamente ‘disfunzionali’.

 

Lab_O. è d’altra parte ambiente idoneo di studio, ricerca e confronto per chi si occupa a qualsiasi titolo di scienze giuridiche, umane, sociali e politiche, nonché di comunicazione; siano essi docenti, ricercatori, giornalisti, liberi professionisti o cultori della materia.

 

Lab_O. è altresì aperto a chi lavora o studia nel campo delle produzioni artistiche, creative e multimediali; nel settore delle arti figurative, della cultura e dell’immagine.

Da dove Lab_O?

O. (abbreviazione di Object) è la segnatura con la quale Samuel Beckett, nel suo unico lavoro cinematografico, indica l’uomo disperatamente votato alla vana cancellazione dello sguardo su di sé.

 

Nel cortometraggio b/n intitolato con asciuttezza Film, girato nel 1964 ed interpretato da Buster Keaton con la regia di Schneider, uno sguardo insistente (l’altro protagonista della vicenda : E. – Eyes) pedina instancabilmente un fuggitivo di cui non si riesce mai ad intravedere il volto perché protetto da un angolo di immunità visiva. Rifugiatosi in uno spazio domestico, serrate le tende, coperto lo specchio, allontanati gli animali presenti, eliminato ogni richiamo di una possibile osservazione su di sé rinvenibile nella stanza, strappati addirittura i personali ricordi fotografici custoditi in una cartellina, un O. stremato può finalmente trovare pace e riposarsi.

 

Ecco allora che E. si avventura in una panoramica a 360° per fissare frontalmente il suo occhio indagatore: gli è ora possibile vedere in volto l’uomo addormentato, la sua preda. O. ha un sobbalzo, si sveglia, il suo sguardo incrocia l’Occhio di chi lo inseguiva e che ora è immobile davanti a lui. Angosciante quel che vede: i volti dei due personaggi si scoprono essere la stessa persona.

 

L’O. di Film introduce una figura presaga del vivere contemporaneo, caratterizzato da immagini che parlano al posto delle parole, con sguardi e occhi infilati in ogni piega del più intimo quotidiano in un indistinguibile intreccio tra linguaggi visivi e linguaggi testuali.

 

Da qui Lab_O

Scientific Board

Bianchetti Raffaele

Giurista, specialista in criminologia clinica; docente del Dipartimento di Scienze giuridiche “Cesare Beccaria”, Università degli Studi di Milan e responsabile scientifico di corsi di Alta Formazione; giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano

 

Cervelli Pierluigi

Semiotico, ricercatore presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, curatore di ricerche etnografiche in tema di edilizia residenziale pubblica e marginalità

 

Croce Mauro

Psicologo psicoterapeuta, responsabile di servizi di educazione sanitaria ASL Verbania; docente di Psicologia Sociale alla Scuola Universitaria di Lugano e all’Università di Aosta

 

Dotti Marco

Giornalista, esperto delle comunicazioni sociali sulle addittività senza sostanze, docente alla facoltà di Comunicazione Interculturale e dei media all’Università di Pavia

 

Moschella Patrizia

Sociologa dei processi culturali, docente presso NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) dove dirige il corso triennale di Comunicazione, studiosa di genealogia della conoscenza

 

Rudelli Alessandro (responsabile scientifico)

Socio-semiologo, giudice onorario al Tribunale per i Minorenni, consulente criminologo per servizi pubblici sanitari in tema di minori d’aera penale con disturbo da uso di sostanze stupefacenti, formatore accreditato Albo docenti Scuola Superiore della Magistratura